Fiori di Bach – Floriterapia

Fiori di Bach – Floriterapia

Floriterapia da terapia, cura attraverso i fiori, intesi come principi vibrazionali associati ai fiori. Oggi si è estesa ad altre essenze non floreali quali animali, minerali, elementi della natura, astri.

Tipo di pratica

L’assunzione di essenze floreali lavora sul piano psichico – mentale provocando riarmonizzazione; come conseguenza anche il piano emozionale e quello fisico sono riarmonizzati.

Meccanismi d’azione:

Da un punto di vista chimico le essenze floreali sono composte di acqua e alcol usato come conservante, non contengono principi attivi fisici. Il meccanismo d’azione segue il principio di risonanza: ogni essenza ha una sua vibrazione caratteristica che può entrare in risonanza con una corrispondente frequenza in squilibrio all’interno dell’organismo umano. In un tempo variabile da pochi giorni ad alcuni mesi l’organismo riallinea la sua frequenza distonica a quella suggerita dall’essenza assunta. Anche se molte persone assumono le essenze floreali da soli, senza guida, la pratica è sconsigliata e non è seguita neppure da floriterapeuti esperti in quanto è estremamente difficile vedere in maniera oggettiva i meccanismi nei quali si è immersi e inoltre non è facile identificare l’essenza corretta tra le migliaia in commercio.

Differenze con altre eventuali discipline esistenti:

A differenza delle medicine allopatiche o dei rimedi fitopreparati e gemmoderivati e in modo paragonabile ai rimedi omeopatici le essenze floriterapeutiche non agiscono tramite meccanismi chimici all’interno del corpo fisico, ma forniscono un’informazione vibrazionale che l’organismo è libero di accogliere o meno nei tempi che ritiene più idonei. I rimedi chimici o basati su un principio attivo fisico agiscono sul sintomo, modificando, spostando, spegnendo, addormentando, trasferendo il sintomo stesso, ma generalmente non vanno a guarire l’origine profonda del problema. I rimedi vibrazionali non agiscono sul sintomo, ma vanno a suggerire al corpo una possibile via di risoluzione di un problema profondo a livello della psiche. La guarigione del sintomo avviene solo in un secondo tempo come conseguenza del riequilibrio di tutto l’organismo: più lentamente rispetto ai rimedi basati su principio attivo, ma più profondamente e definitivamente.

 

La scienza accademica ogni qualche anno produce uno studio scientifico serio in cui afferma che l’effetto delle essenze floreali non va molto oltre l’effetto placebo, per cui non è dimostrabile scientificamente l’efficacia delle essenze floreali o delle altre essenze non floreali. Eppure in Italia molti milioni di persone fanno uso di essenze floreali e di rimedi omeopatici che da un punto di vista chimico fisico non contengono altro che il supporto fisico (acqua o zucchero) e il conservante (di solito alcol). Solo gli omeopatici a basse diluizioni (sotto la 12 DH) contengono tracce chimiche di principio attivo. Il problema principale è che questi studi scientifici sono adatti a studiare rimedi che lavorano sul sintomo, ma non lo sono per rimedi che curano la persona e lavorano sul sintomo solo come effetto secondario e indiretto. La medicina accademica per una stessa malattia o insieme di sintomi utilizza sempre lo stesso rimedio per tutti, in quanto questo rimedio lavora direttamente sul sintomo. I rimedi vibrazionali lavorano invece sulla rimozione di ostacoli interni che impediscono all’organismo di recuperare il suo corretto stato di salute. In altri termini non si tratta di farmaci che correggono un problema in maniera chimico-fisica, ma di un suggerimento che viene fornito alla persona per convincerla a rimuovere un ostacolo alla forza guaritrice interna; quando la persona accetta il suggerimento la sua forza guaritrice si riattiva e la persona guarirà da quell’insieme di sintomi molto rapidamente. Se però non accetterà quei suggerimenti o se quei suggerimenti non sono quelli corretti, la cura non avrà alcun esito. I test in doppio cieco della scienza medica assegnano a metà pazienti con la stessa patologia una cura con una stessa medicina e all’altra metà, non conosciuta da medici e pazienti, una cura con un placebo. Replicano la stessa cosa utilizzando poi le essenze floreali o gli omeopatici. Questo non può funzionare perché 100 pazienti con gli stessi sintomi saranno da curare in 100 modi differenti, assegnare a tutti la stessa essenza floreale vuol dire che a 99 sarà assegnata una cura sbagliata, cioè completamente inefficace, come poi risulta correttamente dal test. Se questo test fosse eseguito assegnando ad ogni paziente il mix di essenze corretto i risultati sarebbero molto diversi e dipenderebbero dalla bravura del terapeuta e dall’ampiezza del numero di essenze a sua disposizione.

Origini e storia

Data e fondatore: Edward Bach nel 1930 per i Fiori di Bach. Richard Katz e Patricia Kaminski nel 1978 per i Fiori Californiani. Steve Johnson nel 1984 per i Fiori alaskani. Tanmaya nel 1990 per i Fiori Himalayani. Ian White nel 1990 per i Fiori Australiani Bush. Altri autori per tutti gli altri kit di essenze floreali esistenti (oggi circa una cinquantina). Riportiamo qui sotto i principali.

 

Testo tratto da olisticmap.it